Sveglia in orario, l'auto parte al primo colpo, Napoli-Fiumicino senza traffico, parcheggio, navetta pronta, check-in senza fila, l'aereo parte puntuale e arriva in anticipo, valigia riconsegnata al volo, il bus ci porta in 15 minuti al centro . . . . sembra l'inizio di un film di fantascienza, ma è solo una bella vacanza.

Lisbona è una città in saliscendi, dove, più che piccioni, troviamo gabbiani grossi come tacchini (la statua di Pombal non ne sembra molto contenta...). Tutto sembra funzionare come un orologio, soprattutto i mezzi pubblici; con il biglietto giornaliero ci spostiamo in lungo e in largo per la città. I tram corrono sferragliando lungo strade strette e ripide, sfiorando senza la minima esitazione le auto parcheggiate di traverso sul marciapiede; sarà una usanza locale: "se parcheggi male lo fai a tuo rischio e pericolo".

Al capolinea occidentale del 28e c'è il Cimitero dos Prazeres (il cimitero dei Piaceri) con le tombe che sembrano case in miniatura; per quanto possa sembrare strano questo nome, effettivamente non si avverte tristezza percorrendo i viali deserti, neanche in un giorno grigio. Dal lato opposto, il castello di Sao Jorge; in un angolo, protetto da un semplice lamiera a mezza alteza, c'è un pubblico orinatoio, con relativa insegna esplicativa.

Il Parque das Nacoes (parco delle nazioni), sede dell'Expo internazionale del 1998, mostra qualche segno di vecchiaia.
Siamo un po' distanti dal centro, ma c'è tanta gente che corre o va in bici lungo il fiume.
Tra padiglioni ci sono l'Oceanario, il museo della Scienza, l'enorme stazione firmata da Santiago Calatrava.