Il percorso, organizzato dal Club Alpino Italiano, Gruppo di ricerca “Terre Alte”, con il Coordinamento Italia area CMI (Gruppi “Terre Alte” di Benevento e Foggia), è stato realizzato attraverso carrarecce, sentieri e mulattiere, per ricostruire parte dell'antico collegamento tra Roma e Monte Sant’Angelo sul Gargano. Come il Cammino di Santiago, è un cammino religioso che può esere visto (e vissuto) dal lato storico, culturale, interiore, ...   Per informazioni: www.camminodellarcangelo.it


1ª Tappa 28 maggio Bnevento - Pietrelcina   km 13
2ª Tappa 29 maggio Pietrelcina - Buonalbergo   km 29.5
3ª Tappa 30 maggio Buonalbergo - Aequum Tuticum   km 18.5
4ª Tappa 31 maggio Aequum Tuticum - Troia   km 28.5
5ª Tappa 1 giugno Troia - Lucera   km 21
6ª Tappa 2 giugno Lucera - San severo   km 25
7ª Tappa 3 giugno San severo - Santuario di Stignano   km 21
8ª Tappa 4 giugno Santuario Stignano - S.Giovanni Rotondo   km 19.5
9ª Tappa 5 giugno S.Giovanni Rotondo - Monte Sant’Angelo   km 24
Totale   km 200

Don Mario (parroco della chiesa di S.Bartolomeo a Benevento) sogna di ripetere l'esperienza del Cammino di Santiago, cosa che prevede un intenso gioco di squadra tra le istituzioni e le popolazioni tutte. Difatti, le prime tappe sono arricchite da un'attiva partecipazione dei paesi attraversati: a Pietrelcina ci offrono un concerto in piazza; a S.Angelo Trimonte, un pranzo con pizze, panini, dolci, vino. Una coppia di sposi, non potendo attenderci, ci lascia un rinfresco nel cortile davanti casa.   Malgrado il nome, non ci sono alberghi a Buonalbergo; così, dopo la festa di benvenuto con esibizione dei bambini, siamo ospitati nei locali della scuola media, con l'ottima cena preparata da alcune signore del luogo. Di notte, qualcuno russa, ma siamo troppo stanchi per farci caso.

Percorriamo tratti della antica via Traiana, attraversando antichi casolari, il ponte delle Chianche, gli scavi di Aequum Tuticum: la vista è assai deludente: la nostra memoria storica giace quasi abbandonata, mentre l'erba, a poco a poco, ricopre il tutto.
Ogni giorno il Bordone passa di mano in mano; al confine tra Sannio e Daunia, Vilma passa la guida a Ciro. Iniziano le grandi pianure ventose ed assolate; Iris, l'aquilone della pace, mostra di gradire, ma noi umani soffriamo molto il caldo. Anche le pecore si riparano all'ombra guardandoci perplesse.

Qualche rallentamento di troppo ci porta a camminare sotto il sole del primo pomeriggio! Per fortuna, alle prime case di Troia ci accoglie un gelso pieno di frutti dolci e succosi; diventiamo tutti viola, ma ci sembra di rinascere. Siamo accolti nel nuovo rifugio per Pellegrini, con camere divise per uomini e donne: stanotte la lotta a chi russa più forte sarà a sessi separati.

La stazione di S.Marco in Lamis, disabitata, sorge nel mezzo del NULLA; ci assicurano che qualche treno passa, di tanto in tanto. Per ora godiamo un po' di riparo dal sole. Dal Gargano, ormai a due passi, vediamo arrivare un blocco di nuvole nere con tuoni e saette. Ci prepariamo al peggio, ma ce la caviamo con due gocce di pioggia. Alloggiamo al Santuario di Stignano, luogo che invita alla meditazione sulle debolezze umane, indipendentemente dalla fede religiosa.

S.Giovanni Rotondo: la metropoli sorta sulla chiesetta di padre Pio, ci ignora: siamo solo un gruppo di pellegrini, una goccia nel fiume di gente che arriva da tutto il mondo (e fa girare l'economia). All'ufficio pellegrini, ci timbrano la credenziale, un po' meravigliati che qualcuno vada a piedi ...
Alle porte di Monte Sant'Angelo è il momento del consuntivo; abbracci, saluti e un po' di commozione. Entriamo nella chiesa a fatica, tra la folla di fedeli domenicali, fino alla grotta di S.Michele; ci accoglie il Priore.
Torniamo con la Credenziale piena di timbri e con il Testimonium dell'avvenuto pellegrinaggio, ma, soprattutto, con le indescrivibili emozioni vissute con i tanti compagni di viaggio con cui, anche senza più vedersi, si resterà per sempre legati con un filo indissolubile...