"Con solo 4 ore di volo sarete nell'isola dell'eterna primavera! "
In realtā siamo partiti da casa alle 02:30 in pieno inverno, e abbiamo preso possesso della camera solo tredici ore dopo, anche se in primavera inoltrata. Con questo clima ci sembra strano vedere addobbi natalizi e presepi, ma č appena passato Natale. Il tempo si manterrā immutato per tutta le settimana: 25° di giorno e crollo improvviso a 16° dopo il tramonto.
Dopo aver portato indietro gli orologi e tolto i maglioni di dosso, andiamo in esplorazione del Villaggio Tindaya, della spiaggia sull'Atlantico e del paese di Costa Calma, un grazioso concentrato di residence e hotel nel mezzo del paesaggio arido del sud. In serata facciamo amicizia con un Riccio che passeggia tranquillamente nei giardinetti dell'albergo.

Tour guidato (in pullman, purtroppo) nella parte interna e settentrionale di Fuerteventura. La guida cerca di convincerci che l'unica Aloe Vera č quella di Fuerteventura; ma noi dubitiamo assai che tutte le creme, gli olii, e gli elisir di lunga vita in vendita provengano dall'unica piantagione di Aloe che siamo riusciti a vedere su tutta l'isola.
Le dune di Corralejo hanno resistito agli assalti degli speculatori: č ancora possibile rotolarsi sui pendii di sabbia bianca, ma, pare che le dune siano in riduzione allarmante.
Poche le bellezze artistiche di origine umana: le meraviglie dell'isola sono il mare, il sole, il vento e le aride selvagge colline vulcaniche.

Ci svegliamo di buon'ora per andare a visitare l'Oasis Park, una via di mezzo tra uno zoo e un residence per animali selvaggi abbandonati. Trascorriamo tutta la giornata tra giungle e cactus, con spettacoli di papagalli, otarie, rettili e rapaci; non ci perdiamo nemmeno il trenino della giungla (qualche centinaio di metri in un camion che sembra uscito da un film di Indiana Jones). Tutti gli altri si divertono per i bambini: noi per noi.
Scopriamo un infiltrato: un gatto che approfitta placidamente del cibo abbondante.


La costa occidentale di Fuerteventura, in particolare la penisola di Jandia a sud, č generalmente disabitata e selvaggia. La nostra simpatica referente nel villaggio ci assicura che solo intrepidi stranieri affrontano il cammino nel deserto che separa Costa Calma dal lato opposto; (gli italiani di solito preferiscono fare vita di villaggio...). Convinti di intraprendere un'impresa eroica, ci incamminiamo verso il nulla. Appena superate le ultime case del paese, l'urbanizzazione cessa di colpo e camminiamo sulla sabbia piena di minuscole conchiglie che si sbriciolano sotto i piedi. Pochi altri viandanti; il silenzio č rotto solo da una Jeep di passaggio.
In un'ora e mezza (sono solo 5 Km da costa a costa) ci affacciamo su un mare ben diverso: vento forte e onde alte, con il deserto che cade quasi a picco sulle nere rocce vulcaniche.

La costa orientale, viceversa, č piena di spiagge basse, lunghissime e larghissime; la marea supera la sabbia e crea enormi lagune e piccole isole: non č consigliabile abbormentarsi al sole presso la battigia, ti potresti svegliare in acqua. La spiaggia di Sotavento č sede dei campionati mondiali di WindSurf e KiteSurf e le installazioni per le giurie sono permanenti. Subito dopo la spiaggia di Jandia, con il faro.

Otto Km di spiaggia sono assai piacevoli come passeggiata (due ore): peccato aver scelto l'unico pomeriggio in cui il cielo improvvisamente si copre e inizia a tirare vento fresco. Rientrati in villaggio, infreddoliti malgrado la strada fatta quasi di corsa, il tempo si aggiusta ....
E` solo un segnale per ricordarci che domani, in Italia, ci aspetta l'Inverno.